Testo Fai la tua Segnalazione Ora

Sono quelle situazioni in cui l'associazione viene messa a conoscenza di un pericolo di vita imminente per gli animali e/o di un illecito penale (Legge 189/04) a danno degli stessi in piena consumazione.

Il Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali mette quindi in campo con la massima urgenza tutte le azioni idonee e necessarie, attivando anche se necessario l'ufficio legale, al fine di salvare la vita ad ogni singolo essere vivente, informando dell'accaduto le Autorità competenti presenti nel territorio. Qualora dovessero essere accertate responsabilità penali di uno o più soggetti, N.O.I.T.A. Onlus segnalerà gli eventuali illeciti alla competente Procura della Repubblica e seguirà l'iter giudiziario fino alla condanna dell'imputato/i.

Il reato più diffuso è proprio quello di "maltrattamento di animali", disciplinato dall'art. 544-ter c.p., che punisce "chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche" con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro.

Introdotta dalla l. n. 189/2004 nell'ambito del nuovo Titolo IX Bis, rubricato "Dei delitti contro il sentimento per gli animali" e oggetto di modifiche ad opera della successiva l. n. 201/2010 che ne ha inasprite le pene.

Tutti i reati commessi a danno degli animali (Maltrattamenti, Abbandono, Uccisioni, combattimenti, traffico illecito, ecc..) sono perseguibili d'ufficio, pertanto, una volta che l'autorità giudiziaria è venuta conoscenza del fatto riconducibile in astratto a tale tipo di delitto, ha il dovere di procedere autonomamente, con le indagini, anche in assenza di altro impulso da parte di soggetti terzi eventualmente offesi.

La notizia di reato può provenire, su iniziativa e segnalazione, di qualsiasi soggetto, il quale può rivolgersi direttamente all'autorità (tramite denuncia presso qualunque ufficio di polizia giudiziaria: carabinieri, polizia di Stato, corpo forestale, ecc.), tenuta ad intervenire in ordine a un reato a danno degli animali, ovvero avvalendosi della nostra associazione animalista o di enti riconosciuti che, secondo l'art. 7 della l. n. 189/2004 perseguono finalità di tutela degli interessi lesi dai reati previsti dalla legge ai sensi dell'art. 91 c.p.p.

Per determinati soggetti che, vengano a conoscenza del reato, durante lo svolgimento delle proprie mansioni (come per esempio i veterinari, liberi professionisti o dipendenti delle aziende sanitarie locali), vige l'obbligo di denunciare il reato alle autorità. L' organo giudicante competente è il Tribunale penale in composizione monocratica.