Una Vita Vegan

Il 6 % degli italiani ha scelto di vivere vegan. Tra i nostri obiettivi, il nostro massimo impegno a promuovere la diffusione di uno stile di vita vegano e fortunatamente sempre più diffuso nel nostro paese, per il rispetto della vita di qualsiasi essere vivente ma anche a tutela dell’ambiente e della salute, in quanto scelta alimentare equilibrata e bilanciata. Il N.O.I.T.A. lavora quotidianamente nel chiedere garanzie di libertà nella scelta alimentare all’interno di strutture pubbliche quali scuole e università, ospedali, uffici pubblici.

CARNE PUTREFATTA CHE NON SERVE AL TUO ORGANISMO
Il tuo corpo non ha bisogno di cibarsi di carne putrefatta di un altro essere vivente. Perchè di questo si tratta. Possiamo dirti con assoluta certezza che le motivazioni che inducono spingono le persone ad includere la carne nella propria dieta non hanno nulla a che vedere con la necessità di sopravvivere. L'essere umano mangia carne solo per abitudine o perchè ama il sapore della carne, ignorando il fatto che, quel sapere, è il risultato di una serie di lavorazioni perchè altrimenti la puzza di quel pezzo di carne farebbe scappare proprio tutti. E' ovvio che tutto ciò non può essere accettato e non può certamente giustificare la sofferenza e le crudeltà in cui vengono sottoposti miliardi di animali, ogni giorno e in ogni parte del mondo.

Gli animali sono esseri senzienti, capaci di provare sensazioni, emozioni, sentimenti, come ben sanno tutti quelli di noi che ospitano in casa un cane o un gatto. Una mucca o un maiale non sono molto diversi da questo punto di vista. Il fatto che gli animali appartengano ad una specie diversa dalla nostra non ci può consentire di trattare dei soggetti coscienti come degli oggetti. I macelli sono sempre nascosti alla vista del pubblico: per potersi nutrire di animali, le persone devono allontanare il pensiero della loro uccisione e della loro sofferenza. Se ciascuno dovesse ammazzare da sé gli animali che mangia, sicuramente molti di loro avrebbero salva la vita. Nel corso della sua vita (calcolando una media di 80 anni) ogni italiano uccide per cibarsene circa 1500 animali tra bovini, polli, tacchini e altri volatili, maiali, conigli, cavalli. Se sei entrato/a in questo sito, avrai certamente una sensibilità verso loro. Avrai sicuramente un senso di pietà e di amore verso chi ha bisogno di te per essere difeso. Puoi cominciare subito. Non credi sia giunto il momento di smettere di mangiare gli altri animali e di avvicinarsi, anche gradualmente, ad un’alimentazione vegetariana o vegana?

PROTEGGI LA TUA SALUTE DA MALATTIE
Ormai tutto il mondo sa che le alimentazioni vegetariane o, ancor meglio, vegane, sono in grado di ridurre considerevolmente l’incidenza di numerose patologie, in particolare quelle cardiache e tumorali che sono le prime cause di morte nei paesi industrializzati. Molte attività di ricerca hanno rilevato il ruolo determinante della carne nell’insorgenza delle più gravi e diffuse patologie dei paesi occidentali. Non è un caso se i vegetariani e i vegani si ammalano considerevolmente meno di tumore, ipertensione, arteriosclerosi, infarto, ictus, diabete, obesità, calcoli e altre patologie. Sono innumerevoli gli studi epidemiologici compiuti sui vegetariani rilevano che la loro dieta, se correttamente bilanciata, è perfettamente in grado di fornire tutti i nutrienti necessari senza comportare maggiori rischi di carenza rispetto alle diete onnivore.

I VANTAGGI DELL'ALIMENTAZIONE VEGETARIANA
(A cura della Dott.ssa Luciana Baroni della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana. Per maggiori informazioni e un vasto archivio di articoli su alimentazione vegetariana e salute, potete visitare il sito della Società di Scientifica di Nutrizione Vegetariana, dove troverete anche altri numerosi consigli). La scelta di adottare un’alimentazione basata su cibi vegetali può prendere origine da motivazioni diverse che possono prendere spunto da aspetti etici, eco-ambientalisti, sociali e salutistici. In questo opuscolo affronteremo gli aspetti salutistico/nutrizionali, al fine di illustrare gli innumerevoli vantaggi apportati alla Salute da una dieta a base di alimenti vegetali. Per una Dieta Vegetariana equilibrata non è necessario eseguire centomila calcoli o consultare un Nutrizionista. Come per qualunque altro tipo di Dieta, compresa quella “onnivora”, sono necessarie solamente alcune attenzioni ed un po’ di tempo. Quante persone infatti tra coloro che non seguono alcun particolare regime dietetico possono vantarsi di seguire un’alimentazione equilibrata? Ben poche. Perciò, tutti noi, dagli onnivori ai vegetariani, ai crudisti, ai fruttariani, per avere una dieta equilibrata abbiamo bisogno di leggere e informarci. E, tutto sommato, è più facile ottenere una dieta equilibrata come vegetariani che come carnivori. Perciò… niente paura!

I PRINCIPI BASE DELL'ALIMENTAZIONE VEGETARIANA E VEGANA
I risultati delle ricerche sui vegetariani sono stati pubblicati e sono disponibili nella letteratura medico-scientifica internazionale. I dati relativi agli studi epidemiologici sui vegetariani dei paesi occidentali, condotti negli ultimi 40 anni, hanno documentato un ridotto rischio di malattie croniche, un aumento della longevità, ridotti valori di peso corporeo e pressione arteriosa, ed un miglior stato generale di salute. Gli individui che consumano elevate quantità di cibi vegetali evidenziano un rischio ridotto per molte malattie croniche, mentre gli individui che consumano elevate quantità di carne e grassi animali presentano un rischio aumentato. Sulla base di tali acquisizioni, condotte da studiosi di tutto il mondo, le principali Società Scientifiche internazionali per la prevenzione dei tumori e dell’arteriosclerosi hanno prodotto delle linee guida per un sano stile di vita, atto a ridurre il rischio di queste malattie. L’alimentazione ideale per la prevenzione di queste malattie risulta ricca di fibre, povera di grassi (specialmente animali), con abbondanti porzioni di frutta e verdura. E’ facile riconoscere le caratteristiche della dieta vegetariana. L’ADA (American Dietetic Association) dal 1987 ha emanato la propria posizione ufficiale sulle diete vegetariane, in cui dichiara che le diete vegetariane correttamente bilanciate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e comportano benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Tale posizione viene periodicamente aggiornata. L’ADA sancisce inoltre che le diete vegetariane e vegane ben bilanciate sono adatte a tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi gravidanza e allattamento, e che soddisfano le esigenze nutrizionali di neonati, bambini e adolescenti, garantendo una crescita normale.

LE PROTEINE
Se l’assunzione di cibi vegetali è variata e congrua con il fabbisogno energetico individuale, le proteine vegetali sono in grado di soddisfare il fabbisogno proteico giornaliero, fornendo da sole quantità adeguate di aminoacidi essenziali. Nell’alimentazione a base di cibi vegetali non è necessaria la simultanea assunzione di proteine complementari, perché il consumo di diverse fonti di aminoacidi nel corso della giornata è in grado di assicurare l’assunzione di tutti gli aminoacidi essenziali in misura adeguata per le persone sane. La dose di Proteine necessaria per un adulto medio con uno stile di vita sedentario è infatti di 0.81 g per kg di peso corporeo al dì, pari al 10-15% delle calorie totali. Questo valore presenta un largo margine di sicurezza, poiché il reale fabbisogno dell’organismo è persino inferiore. Infatti la WHO (World Health Organization) consiglia di non superare i 50 grammi al dì. Nelle donne in gravidanza, o in allattamento, il fabbisogno proteico è più elevato e così anche nelle persone fisicamente attive. In questi casi è possibile soddisfare l’aumentato fabbisogno proteico semplicemente aumentando l’apporto energetico quotidiano, e mantenendo invariata la proporzione di proteine rispetto alle calorie totali. Nella dieta occidentale tradizionale si consumano circa il doppio delle Proteine necessarie e si tratta prevalentemente di proteine di origine animale. I cibi animali contengono infatti circa il 30% di proteine, contro il 10-15% dei cibi vegetali. E’ stato dimostrato che diete ad elevato contenuto proteico, articolate sull’assunzione di carne, uova e derivati del latte, con ridotto apporto di frutta, verdura e cereali, sono dannose per la salute, in quanto aumentano il rischio di comparsa di alcuni tipi di tumore. Le proteine animali, inevitabilmente accoppiate con i grassi saturi e il colesterolo, favoriscono la comparsa di arteriosclerosi e cardiopatia. Inoltre, producono scorie acide, che provocano la perdita di calcio dall’osso (osteoporosi).

I GRASSI
I grassi sono responsabili di molteplici effetti all’interno dell’organismo. Essi incrementano la produzione di ormoni, stimolano la produzione degli acidi biliari, aumentano i livelli dei grassi circolanti, colesterolo e trigliceridi. Molti studi indicano che le diete ad alta percentuale di grassi aumentano il rischio individuale di sviluppare tumore (mammella, colon, prostata) e possono anche influenzare negativamente la sopravvivenza di coloro che hanno già contratto questa malattia. La quantità di grassi nella dieta è correlata anche al rischio di sviluppare arteriosclerosi, mentre una riduzione degli stessi è in grado di farla regredire. Le linee guida per la prevenzione di tumori ed arteriosclerosi fissano al 30% delle calorie totali il massimo apporto di grassi con la dieta. La dieta media negli Stati Uniti comprende circa il 37% di grassi. I lacto-ovo-vegetariani seguono una dieta che contiene circa il 10% in meno di grassi rispetto alla dieta non-vegetariana, mentre la dieta vegana contiene circa il 20% in meno di grassi. Tuttavia anche molti vegetariani seguono diete ad elevato contenuto di grassi, e alcuni studi concludono che, per ottenere un effetto positivo in questo senso, la percentuale di grassi andrebbe abbattuta fino al 10-15%. E’ poi accertato che i grassi animali sono molto più dannosi dei grassi vegetali. I grassi animali contengono infatti colesterolo e acidi grassi saturi. Gli oli vegetali sono per contro ricchi di acidi grassi polinsaturi e monoinsaturi, poveri (ad eccezione degli oli tropicali) di acidi grassi saturi, e totalmente privi di colesterolo. Sono i grassi animali ad essere strettamente associati al cancro al colon, mammella, prostata ed ovaie, ed al rischio di arteriosclerosi. Gli acidi grassi Omega-3, contenuti elettivamente nell’olio di semi di lino (acido alfa-linolenico), secondo vari studi, ridurrebbero sensibilmente l’incidenza di tumori di mammella e colon. Sia gli acidi grassi monoinsaturi che gli acidi grassi Omega-3 sono in grado di conferire protezione nei confronti delle cardiopatie, riducendo l’aggregabilità piastrinica ed elevando la soglia per la fibrillazione ventricolare. Studi clinici sull’uso di diete a base di cibi vegetali, che includono oli vegetali ad elevato contenuto di acidi grassi monoinsaturi ed Omega-3, mostrano una riduzione della mortalità del 50-70%, contro il 15 ed il 30% degli studi clinici con l’uso di pesce ed oli di pesce. Gli studi di popolazione hanno individuato una minor incidenza di morte per malattia cardiovascolare nei soggetti che presentavano elevati consumi di noci ed altra frutta secca: il consumo quotidiano può far guadagnare 2 anni di vita (anche di più per gli uomini). L’assunzione quotidiana di frutta secca e di oli vegetali, soprattutto olio di semi di lino, è in grado di fornire adeguate quantità di acidi grassi Omega-3.

IL FERRO
Più di 500 milioni di individui nel mondo, indipendentemente dal tipo di dieta, sono affetti da anemia da carenza di Ferro. Le persone a rischio sono quelle in cui il fabbisogno è più elevato (bambini ed adolescenti, donne in età fertile, gravidanza ed allattamento). I cibi vegetali sono ricchissimi di Ferro (legumi, cereali integrali, verdure verdi, frutta secca e semi), ma in questi alimenti il minerale è presente nella forma non-eme, una forma molto sensibile alle interferenze positive o negative sull’assorbimento da parte di altre sostanze assunte contemporaneamente. L’anemia da carenza di Ferro non è più diffusa tra i vegetariani rispetto agli onnivori, anche se i vegetariani presentano riserve di Ferro più limitate. Ciò appare vantaggioso in termini salutistici, dal momento che un eccesso di Ferro può generare delle specie molto reattive di radicali liberi, ed elevati depositi di Ferro sono fattore di rischio per molte malattie croniche. Alcuni piccoli accorgimenti sono sufficienti per assumere quantità adeguate di Ferro dai cibi vegetali: accoppiare i cibi ricchi di Ferro con Vitamina C (agrumi, kiwi), evitarne l’associazione con cibi ricchi di Calcio (latticini, acque Minerali), tannini (caffè, cioccolato, vino rosso), eliminare i Fitati da legumi e cereali integrali (con accorgimenti quali l’ammollo preventivo seguito da abbondanti risciacqui).

IL CALCIO
Il fabbisogno di Calcio nella popolazione generale è di circa 1 g al dì, e questo quantitativo è generalmente garantito nei lacto-ovo-vegetariani. Nei vegani, l’assunzione di Calcio può essere inferiore, ma questi soggetti presentano un fabbisogno ridotto rispetto agli individui che assumono cibi animali, dal momento che il consumo esclusivo di proteine vegetali è in grado di ridurre le perdite di questo minerale, mantenendone positivo il bilancio all’interno dell’organismo, soprattutto se gli introiti di sodio sono anch’essi ridotti. Il fabbisogno di Calcio dei vegani non è stato ancora stabilito, e la carenza di questo minerale può essere in rapporto variabile con il rischio di osteoporosi. Risulta tuttavia che l’incidenza di questa malattia è elevata proprio in quei paesi dove è elevato anche il consumo di cibi ricchi di Calcio (latte e derivati). Se ne ricava che la densità ossea è in funzione più della composizione della dieta e dell’attività fisica svolta che non della semplice assunzione di Calcio. Infatti, sono gli elevati consumi di proteine animali, di sale, di caffeina e la mancanza di esercizio fisico i fattori che risultano principalmente correlati con l’osteoporosi. Elevate assunzioni di Calcio sono anche correlate con una riduzione del rischio cardiovascolare, grazie alla riduzione della pressione arteriosa, dell’incidenza di cardiopatia ischemica e di ictus cerebrale, e con la riduzione del rischio per certi tipi di tumore. Va quindi prestata particolare attenzione nell’inserire nella dieta fonti ottimali di Calcio (“greens and beans”, cioè legumi e verdure a foglia verde quali broccoli, cavoletti di Bruxell, cavoli, cavoli verdi, crucifere, bietole da coste, ed altre verdure verdi, eccetto gli spinaci). L’uso di acque Minerali ricche di Calcio e povere di Sodio può aiutare a raggiungere il fabbisogno giornaliero di Calcio. La Vitamina D, la cui presenza è scarsa/nulla nei cibi vegetali, ma che viene sintetizzata a livello cutaneo ad opera delle radiazioni UV, assicura la preservazione di adeguate quantità di Calcio all’interno dell’organismo (“bilancio positivo”), agendo sulle entrate e sulle uscite. E’ quindi buona regola passare una parte anche piccola della giornata all’aria aperta, esponendo almeno il viso e le mani alla luce solare (possono bastare 15-30 minuti al giorno). Nei Paesi Nordici, è in uso la pratica di esporre i bambini alle radiazioni UV artificiali. Mantenere un buon colorito della cute è garanzia di sufficiente disponibilità di Vitamina D nell’organismo.

GLI ALTRI MINERALI
Il contenuto degli altri minerali nei cibi vegetali appare non solo adeguato, ma responsabile di una parte dei vantaggi salutistici di questo tipo di dieta. Il Selenio, contenuto nei cereali integrali, è un potente antiossidante e favorisce la funzionalità della tiroide. Può essere rapidamente assunto ad esempio con una sola noce brasiliana al giorno. Elevati apporti di Potassio, di cui sono ricche frutta e verdura, a fronte di ridotti apporti di Sodio, scarso nei cibi vegetali, sono responsabili di una riduzione della pressione arteriosa, del rischio vascolare e di Osteoporosi. Lo Iodio, indispensabile per il normale funzionamento della tiroide, va ricavato, piuttosto che dal sale da cucina jodato, dall’uso regolare di piccole quantità di alghe. Rame, Fosforo, Magnesio e Zinco sono presenti in quantità più che adeguate in cereali integrali, legumi, semi e frutta secca. L’ammollo ed il risciacquo di legumi e cereali, e la germogliazione, migliorano l’assunzione dello Zinco, la cui biodisponibilità a partire da cibi vegetali è ridotta. I cibi vegetali contengono poi Vitamine e Sostanze Fitochimiche che posseggono una provata azione antiossidante (Vitamine A, C ed E). Le uniche attenzioni per le Vitamine riguardano la Vitamina D (vedi paragrafo Calcio) e la Vitamina B12.

LA VITAMINA B12
Questa importante Vitamina viene prodotta dai microrganismi che inquinano i cibi vegetali e che sono presenti nel lume intestinale dell’animale. La Vitamina viene assorbita dall’intestino e viene utilizzata dall’animale per le funzioni vitali, mentre quella in eccesso viene depositata nei tessuti (muscolo, fegato). I cibi vegetali non contengono quindi Vitamina B12 se non come frutto di inquinamento, mentre i cibi animali contengono la Vitamina B12 di deposito, frutto di sintesi batterica. Il rischio di andare incontro a carenza di questa Vitamina è tanto più elevato quanto più vengono eliminati dalla dieta i cibi animali. Per i Lacto-Ovo-Vegetariani, dipende dalla frequenza di assunzione di cibi animali indiretti, e va comunque tenuto in considerazione, mentre per i Vegani è molto probabile. Quello che varia è il tempo necessario perché si sviluppi la carenza, dal momento che i depositi tissutali e la capacità di produrre questa Vitamina nell’intestino e di recuperarla dalle feci variano da individuo ad individuo. Ciò non significa che la Dieta Vegetariana sia inadeguata, è solo che le attuali misure di igiene degli alimenti compromettono un’assunzione naturale di Vitamina B12, cosa che invece non succederebbe in una ipotetica vita “in Natura”. La carenza di Vitamina B12, a fronte di elevate assunzioni di Folati, provoca danni al sistema nervoso, piuttosto che anemia. La Vitamina B12 è inoltre cruciale nei vegetariani per mantenere bassi livelli di omocisteina, che appare correlata alla comparsa di malattie cardiovascolari, tumori, demenza e depressione. E’ quindi imperativo integrare la B12 con opportuni preparati, facilmente reperibili in commercio, al fine di ottenere il massimo dei vantaggi dalla dieta vegetariana, annullando gli effetti dannosi della carenza di B12. Gli integratori non sono tutti uguali, soprattutto non bisogna utilizzare alghe od altri preparati a base di componenti vegetali, perché non costituiscono una fonte affidabile di B12, dal momento che in natura sono presenti degli analoghi di questa Vitamina che però non posseggono alcuna azione metabolica specifica. Gli integratori utili devono dichiarare di contenere “Cobalamina” o “Cianocobalamina”, che è la VERA Vitamina B12. Vanno evitate le preparazioni multivitaminiche, nelle quali l’assorbimento della B12 potrebbe essere ostacolato dalla presenza di altri nutrienti. Questi preparati sono reperibili nelle farmacie, dove se non sono disponibili possono venir ordinati nell’arco di pochi giorni. Un elenco di integratori vegani è disponibile sul sito della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (www.scienzavegetariana.it).

PROTEGGI L'AMBIENTE
Le risorse investite per l'alimentazione vegetariana (o vegana) sarebbero sostanzialmente minori di quelle consumate per garantire l'alimentazione a base di proteine animali per tutti gli abitanti del pianeta e si avrebbe a disposizione 10 volte più cibo, senza contare che ne i vantaggi sulla salute umana e per il pianeta stesso. L'ipotesi vegetariana e vegana è una ottima soluzione per sconfiggere la fame nel mondo. Anche la FAO aveva più volte dimostrato una certa inclinazione a questo modello alimentare alternativo alle proteine animali che lei stessa, dopotutto, ritiene fallimentare in quanto sempre più insostenibile a livello ambientale. E’ necessaria meno terra per sfamare un vegetariano rispetto ad un onnivoro. L’impatto ambientale di miliardi di esseri umani che mangiano carne è nettamente superiore rispetto ad un’umanità vegetariana: non dovrebbero essere abbattute le foreste per lasciare spazio ai pascoli e si dovrebbero utilizzare meno energia sotto forma di combustibili fossili per coltivare i campi (riducendo l’emissione di gas serra), meno pesticidi e meno fertilizzanti. Nella foresta dell’Amazzonia l’88% dei terreni disboscati è adibito a pascolo. Il contributo all’effetto serra dato dagli allevamenti è pari circa a quello dato dalla totalità del traffico degli autoveicoli nel mondo. In Italia vengono prodotti annualmente circa 19 milioni di tonnellate di deiezioni animali, con i conseguenti rischi di inquinamento microbiologico anche per le falde acquifere. Esiste poi il problema dei residui dei farmaci somministrati in maniera massiccia agli animali (soprattutto antibiotici ed ormoni). Il 70% dell’acqua utilizzata sul pianeta è consumato dalla zootecnia e dall’agricoltura, i cui prodotti servono per la maggior parte a nutrire gli animali d’allevamento. Quasi la metà dell’acqua potabile utilizzata ogni anno negli USA è destinata agli allevamenti, i quali consumano una quantità d’acqua molto maggiore di quella necessaria per coltivare soia, cereali, o verdure per il consumo diretto umano. Facendo un calcolo basato sulla quantità di proteine prodotte si ottiene un rapporto sbilanciato a favore degli allevamenti: per 1 Kg di proteine animali occorre un volume d’acqua 15 volte maggiore di quello necessario alla produzione della stessa quantità di proteine vegetali.

PUOI SCONFIGGERE LA FAME NEL MONDO ANCHE TU
Nel 1998 la popolazione mondiale ha superato i 6 miliardi ed entro il ventunesimo secolo supererà i 10. Già oggi 2 miliardi di persone sono malnutrite e quasi 1 miliardo vivono ai limiti della sopravvivenza. È impossibile alimentare tutta l’umanità con una dieta come quella dell’americano o dell’europeo medio, in cui oltre il 60% delle proteine deriva da fonti animali. Esiste un forte squilibrio nella distribuzione delle risorse in cui il consumo di carne ha un ruolo significativo. La produzione di carne necessita enormi quantità di prodotti vegetali da destinare all’alimentazione degli animali allevati e quindi grandissime estensioni di terreno da adibire al pascolo o alla coltivazione di foraggio. Circa un terzo della produzione cerealicola mondiale viene utilizzata per il bestiame e ben il 65% di tutta la terra coltivabile serve ad alimentare gli animali negli allevamenti, mentre nel terzo mondo centinaia di milioni di persone muoiono letteralmente di fame. Se gli alimenti vegetali anziché essere utilizzati per alimentare il bestiame fossero direttamente destinati al consumo umano, si potrebbero nutrire centinaia di milioni di persone affamate nel mondo. Destinando un ettaro di terra all’allevamento bovino otteniamo in un anno 66 Kg di proteine. Destinando lo stesso terreno alla coltivazione della soia otterremmo nello stesso tempo 1848 Kg di proteine, cioè 28 volte di più!

VEGETARIANI E VEGANI FAMOSI NEL MONDO
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